A CHI FA BENE LA FRUTTA A SCUOLA

“Frutta nelle scuole” è una campagna promossa dall’Unione Europea per favorire una corretta alimentazione. Costa oltre 16 milioni di euro all’anno e coinvolge più di 5mila scuole primarie italiane. Ma mangiare più frutta non basta per combattere l’obesità nei bambini se contemporaneamente non diminuisce il consumo di cibo spazzatura. E secondo uno studio, gli acquisti di merendine e patatine sono scesi solo nella parte di popolazione che è già meno esposta ai problemi di obesità e sovrappeso, mentre sono rimasti invariati per il gruppo a maggiore rischio.

L’obesità e le patologie che derivano da una cattiva alimentazione interessano quote crescenti della popolazione di molti paesi industrializzati. In Italia, che pur presenta una situazione migliore rispetto all’America e ad altri paesi del Nord Europa, incominciano a manifestarsi segnali preoccupanti: negli ultimi dieci anni la percentuale di obesi tra i bambini è cresciuta dal 9 al 12,5 per cento e nel 2002 circa un bambino su quattro risultava sovrappeso secondo dati dell’Istituto superiore di sanità.

Via  lavoce.info

Meglio le mezze porzioni ai bambini, le mamme esagerano

In Italia un bambino su tre e’ in sovrappeso e uno su dieci obeso. Il 50% dei piccoli cicciottelli rischia di esserlo anche da adulto. Per evitare il sovrappeso una soluzione arriva dalle ‘porzioni’ piu’ che dal calcolo delle calorie. Le mamme, infatti, riempiono troppo i piatti di cibo ai loro bebe’, da 0 a 9 anni di eta’. L’ansia che il piccolo mangi poco supera quella del sovrappeso. Troppo formaggio, troppa carne, troppa pasta per i bambini che assumono quantita’ di proteine, grassi, zuccheri e cibi conservati processati doppie rispetto il necessario. A lanciare l’allarme a’ l’Associazione nazionale dei dietisti italiani (Andid), in occasione del 24/mo Congresso nazionale, fino al 21 aprile a Verona.

Via ansa.it

Con un bel poster la verdura piace di più – Corriere della Sera

Se il vostro bambino disdegna verdure e legumi potete ricorrere a un trattamento subliminale, appendendo un bel poster di ortaggi colorati in cucina. Dopo averlo avuto sotto gli occhi per un po’ di tempo, i suoi gusti cambieranno: lo dice uno studio pubblicato su Jama Journal of American Medical Association da ricercatori della Minnesota University di Minneapolis, che in questo modo sono riusciti a triplicare il consumo di carote e piselli fra gli alunni di una scuola elementare della cittadina di Richfield.

via – Corriere.it

Mense scolastiche: Revolution Food, il buon esempio che arriva dall’America – Il Fatto Alimentare

I gestori delle mense scolastiche devono sempre fare i conti con budget ridotti al minimo, e in Italia a volte anche con i ritardi di pagamento. Al tempo stesso, devono offrire pasti che siano validi dal punto di vista nutrizionale e apprezzati dagli studenti. Un’impresa difficile, soggetta al controllo severo delle famiglie che sono pronte alla protesta contro gli amministratori locali.

L’amministrazione Obama ha saputo realizzare un “miracolo contabile” per aumentare le risorse disponibili alle mense delle scuole pubbliche in una stagione economica non rosea. Spendere qualcosa in più per garantire un effettivo miglioramento delle proprietà nutrizionali dei cibi offerti.

In questo contesto è fiorita Revolution Foods, una start-up che ha fondato il proprio business su un’idea che, per certi aspetti propri della società americana, è davvero rivoluzionaria: cibo sano per la salute, l’apprendimento e la crescita dei bambini.

via IlFattoAlimentare.it

Visita il sito Revolution Foods

Zucchero contro sciroppo di fruttosio: lotta in tribunale tra produttori

Lo zucchero potrebbe prendersi una rivincita sullo sciroppo di fruttosio ricavato dal mais. Spesso preso di mira dai dietologi perché causa di obesità, diabete e carie, potrebbe vincere la sua prima battaglia contro il rivale. I produttori di zucchero accusano quelli dell’industria del mais di pubblicità ingannevole e chiedono che siano bloccati gli annunci trasmessi dalla ‘Corn Refiners Association’, nei quali si afferma che, dal punto di vista nutritivo, lo sciroppo e lo zucchero da tavola si equivalgono. Vogliono, inoltre, che l’associazione del mais paghi loro i danni. “I sostenitori dell’industria del mais presentano lo sciroppo di fruttosio come un prodotto naturale. Invece è fatto dall’uomo” ha dichiarato Adam Fox, legale che rappresenta le industrie dello zucchero, capeggiate dalla Western Sugar Corp. Non solo l’associazione dei coltivatori di mais, produttori e distributori, trasmette pubblicità ingannevoli, ma ha anche fatto domanda all’U.S. Food and Drug Administration per cambiare il nome dello sciroppo di fruttosio in “zucchero di mais”.

Via america24.com

Salute: obeso o sovrappeso 29% bimbi, piu’ un 10% a rischio

MILANO, 27 FEB – In Italia quasi un terzo dei bambini (29%) e’ in sovrappeso o obeso. Ma i problemi di peso per i più piccoli non finiscono qui: un ulteriore 10% è considerato “a rischio”, più predisposto ad ingrassare a causa di fattori familiari, abitudini alimentari non corrette e sedentarietà. Lo sostengono i dati del Secondo Osservatorio Nutrikid realizzato da Nestlé in collaborazione con la Clinica Pediatrica dell’Ospedale San Paolo di Milano, con la Società per l’educazione alla salute (Spes) e il centro di ricerca Ales Research.

Via ansa.it

Onu: tassare junk food per combattere malnutrizione

GINEVRA, 6 MAR – Tassare la junk food, con troppi zuccheri e grassi, e favorire la produzione agricola locale: lo chiede il relatore speciale delle Nazioni Unite sul diritto all’alimentazione Olivier De Schutter in un rapporto sulla lotta alla malnutrizione, dalla denutrizione all’obesita’.

I sistemi agroalimentari esistenti hanno fallito nell’affrontare e hanno favorito diete che sono fonte di sovrappeso e obesita, fenomeno responsabile nel mondo di un numero maggiore di morti rispetto al sottopeso, afferma il rapporto. Oggi piu’ di un miliardo di persone in tutto il mondo sono in sovrappeso e almeno 300 milioni sono obese. Il loro numero e’ destinato ad aumentare, ha detto Schutter. Per contrastare ed arginare questa tendenza, il relatore suggerisce una serie di misure che vanno dall’imposizione di una tassa sui prodotti con troppo sale, grassi saturi o zuccheri e sulle bibite zuccherate tipo soft-drink ad un severo giro di vite per la pubblicita’ per questo tipo i alimenti, ed in particolare alcune merendine per i bambini. Schutter chiede di sostituire tutti gli acidi grassi trans, nocivi alla salute, e una revisione dei sussidi agricoli, che hanno favorito la produzione di alcuni cereali a basso prezzo a scapito di altri prodotti.

Via ansa.it

Sovrappeso e obesità nei bimbi italiani: le definizioni Iotf e le nuove definizioni Oms

Angela Spinelli, Anna Lamberti, Paola Nardone – reparto Salute della donna e dell’età evolutiva, Cnesps-Iss

15 dicembre 2011 - Per stimare la prevalenza di sovrappeso e di obesità nei bambini viene calcolato l’indice di massa corporea (Imc) ottenuto come rapporto tra il peso del bambino espresso in chilogrammi e il quadrato dell’altezza espresso in metri. A partire dall’Imc, vengono poi utilizzati degli specifici valori soglia per definire il sovrappeso e l’obesità.

Via epicentro.iss.it

Obesità infantile: ecco i dieci fattori di rischio principali

I bambini italiani pesano più di quello che dovrebbero. Il30 per cento di loro è in sovrappeso, e il 10 per cento rischia in futuro di diventarlo. Lo afferma un rapporto su 200 mila bambini dell’Osservatorio Nutrikid Nestlé in collaborazione con la Clinica pediatrica del San Paolo di Milano, con la Spes, Società per l’educazione alla salute, e con il centro di ricerca Ales Research. A predisporre i più piccoli al sovrappeso e all’obesità (soprattutto da adulti) sono stili di vita alimentari sbagliati, non corretti o addirittura incentivati all’interno della famiglia.

Via blog.panorama.it

Additivi al bando nei supermercati inglesi: fanno male ai bambini

Conservanti, coloranti, dolcificanti sono sempre nel mirino quando si parla di cibi sani. Non ci piace leggere sulle etichette degli alimenti che compriamo al supermercato quelle brutte sigle che identificano colori artificiali e additivi di varia natura. Eppure ce ne sono ancora tanti, anche nei cibi e nelle bevande destinati ai più piccoli.

Via blog.panorama.it

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