“Nel 2030 il collasso alimentare” – Il Fatto alimentare

L’attuale livello di consumi porterà a un collasso globale? A confronto i dati di uno studio del MIT, degli anni Settanta, con quelli disponibili oggi. Nel 1972, quattro ricercatori del MIT (Massachusetts Institute of Technology) pubblicarono un rapporto dal titolo “The Limits to Growth“. Sulla base di modelli scientifici e matematici, venne ipotizzato che mantenere le tendenze di crescita dei consumi avrebbe condotto al collasso dell’economia globale entro il 2030. Quarant’anni dopo, quelle previsioni ritrovano attualità.

via Il Fatto Alimentare

Il futuro del cibo è in casa nostra

Il dibattito attorno ai “sistemi locali del cibo” ha finalmente superato la fase embrionale e sembra altresì lanciato oltre i confini della moda passeggera.

La riflessione sul significato di “cibo locale”, in città come in campagna, e il confronto sui modelli da adottare per costruire reti locali di produttori, cuochi, cittadini/consumatori, impegna comunità del Senegal come della Repubblica Ceca, fa crescere progetti a Milano come a Portland.

via ilfattoquotidiano.it

Speculano sulla fame, l’Onu: tagliamo i viveri alla finanza

Un mercato poverissimo, pieno di prodotti d’importazione: non in Norvegia, ma in Senegal, nel cuore verde dell’Africa. Un sacco da 50 chili di riso importato costa 14.000 franchi Cfa, la moneta delle ex colonie francesi. «Di colpo, la zuppa della sera è sempre più liquida», scrive il grande antropologo svizzero Jean Ziegler: «Solo pochi chicchi sono autorizzati a galleggiare nell’acqua della pentola: presso i mercanti, le donne acquistano ormai riso al bicchiere». E’ il risultato della finanziarizzazione delle derrate alimentali: la speculazione globalizzata sta affamando anche i paesi africani meno poveri. Miliardi di tonellate in pochissime mani, che si palleggiano i prodotti facendoli rincarare. Così tutto aumenta ogni giorno, accusano le donne africane intervistate da Ziegler per un reportage apparso su “Le Monde Diplomatique” e ripreso da “Micromega”. L’Onu dispone aiuti alimentari, ma il problema è un altro: sottrarre al sistema speculativo le materie prime agricole.

Via libreidee.org

Povertà, la lezione di Vandana Shiva “Salvare la terra dall’aparthied ambientale”

Fare pace con la terra per combattere la crisi. Resistere al potere delle multinazionali e alla devastazione dell’ambiente, che porta povertà e ingiustizie. Da tempo Vandana Shiva, combattente per la biodiversità, è una delle più importanti testimonial della lotta contro quello che definisce “il saccheggio delle risorse naturali a scapito delle popolazioni locali”, una linea di pensiero ispirata a Gandhi il quale sosteneva che “la Terra ha abbastanza per i bisogni di tutti, ma non per l’avidità di alcune persone”.

In Italia per partecipare a una serie di convegni, a pochi giorni dalla Giornata mondiale della terra il 22 aprile, racconta quello che definisce “apartheid ambientale”, un fenomeno che “sta facendo precipitare il pianeta verso una situazione di non ritorno”. Il rischio è: ricchezza per pochi e povertà per molti.
“Parlo di apartheid perché il significato di questa parola è separazione. Nell’ecoaparthied c’è separazione dell’uomo dalla terra. E’ un sistema che separa in modo violento, con la forza, le comunità dalle loro risorse. E’ il land grab, ma c’è anche il grab, la separazione, da altre risorse come l’acqua, i minerali…”.

via Repubblica.it

Cibo gratis, all’Italia vanno 96 milioni di fondi – AgroalimentareNews.com

Il programma di aiuto, rivolto a coloro che sono senza casa, senza lavoro, anziani, portatori di handicap, famiglie numerose e genitori singoli, prevede, secondo quanto approvato dall’Ue, 500 milioni per il 2012 distribuiti per venti Stati membri

via Agroalimentare News

Non solo droga: ora i narcos rapinano anche fagioli e mais – Corriere.it

Cocaina, «erba», anfetamine. La droga è il prodotto principale dei cartelli messicani. Ma c’è anche dell’altro. I narcos di Sinaloa, guidati da El Chapo, da oltre un paio di anni si dedicano al furto di mais e fagioli. In quantita’ industriali. Bande armate si sono specializzate nell’assalto ai tir che trasportano granaglie o legumi: infatti c’è una grande domanda per elementi chiave dell’alimentazione locale e i prezzi sono in rialzo, dunque per le gang e’ un grande affare.

via Corriere.it

2011: l’anno del Land grabbing – Corriere della Sera

Secondo l’americano Oakland Institute e l’organizzazione dei contadini del Mali, dalla fine del 2010 ben 544mila ettari di terra del Paese africano – che darebbero lavoro a più di mezzo milione di agricoltori – sono stati o sono in via di «razzia» da parte di governi stranieri o multinazionali. Storie che ritornano anche in Indonesia, Malaysia, Filippine, Bolivia: anche se è soprattutto in Africa che non valgono mai le leggi di mercato. Solo quella del più forte.

via - Corriere della sera

Ecco i tentacoli della mafia dai campi alle nostre tavole – L’Unità

Sul sito de L’Unità è stata pubblicata la premessa al volume Supermarket mafia, saggio del giornalista e scrittore Marco Rizzo sullo sfruttamento dell’immigrazione clandestina, le minacce agli agricoltori, il racket nel mercato della frutta e della verdura fino al trasporto su ruota che porta il “cibo della mafia” nei supermercati.

via L’Unità

Le mani delle multinazionali sui prodotti agricoli

Pomodori, patate, broccoli, ogni altro alimento. Oggi li comprate al negozio, al mercatino sotto casa, al supermarket. Dovrete sempre continuare a farlo per nutrirvi, ovviamente, ma in un futuro prossimo potrà costare più caro a voi consumatori e ancor più caro ai produttori, perché le grandi multinazionali dell’agroalimentare brevettano all’Epo (European patents office, ufficio europeo dei brevetti, sede Monaco di Baviera) queste produzioni, e quindi in sostanza se ne assicurano l’esclusiva. Contro questa pratica, incompatibile con normative e leggi della stessa Ue, si terrà domani alle 11 a Monaco una manifestazione internazionale.

Via repubblica.it

Fame nel mondo: nel 2050 sarà una catastrofe. Gli scienziati propongono come salvare il pianeta e l’umanità | Il Fatto Alimentare

Su un dato, al di là di differenze di opinione (talvolta abissali), i ricercatori che si occupano di ambiente e sostenibilità sono tutti d’accordo: presto, molto presto non ci sarà più cibo per tutti. La catastrofe arriverà attorno al 2050 se allora, come prevedono i demografi, la popolazione sfiorerà i 9 miliardi, e probabilmente anche in caso di un rallentamento della crescita.

via Il Fatto Alimentare.

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