Obesità adolescenziale

I piccoli italiani e non solo piccoli, continuano a pesare troppo. Le vere responsabili di una generazione “extralarge” sono le cattivi abitudini alimentari ereditate, il più delle volte, da genitori altrettanto obesi. E poi, naturalmente, le tante, troppe ore trascorse davanti alla tv. Ad affermarlo è un’indagine svolta tra Napoli, Pisa e Verona e coordinata da Claudio Maffeis della Clinica pediatrica dell’Università di Verona. Secondo la ricerca, effettuata su 1800 bimbi di 9 anni, l’11,2% dei piccoli pesa troppo: ben il 6,6% di loro è in evidente sovrappeso e il 4,6% è considerabile obeso. Allarme bimbi obesi anche in Sicilia: all’eta’ di 7-11 anni un terzo dei bambini e’ obeso o in sovrappeso e ha 70 probabilita’ su 100 di restare tale anche da adulto. L’obesità nell’età evolutiva – sottolinea il pedagogista Bonanno, dell’unico centro per i disturbi alimentari siciliano esistente a Modica- è l’effetto combinato di una lunga serie di concause.

E’ cambiato il comportamento alimentare in funzione di una mutata condizione familiare. Il bambino che sfugge al controllo dei genitori puo’ mangiare molto o molto poco. In ogni caso si nutre male, con cibi calorici e scadenti che spesso vengono pubblicizzati dai media come momento di socializzazione. Se a tutto questo poi aggiungiamo la tendenza sempre più diffusa di “genitori moderni”, “distratti”, e/o attratti dalla lotta per il successo, pronti a delegare ad una merendina la propria voglia di essere lasciati in pace, il quadro è sicuramente completo. Esattamente al contrario di quanto avviene per la tv, ogni ora in più di movimento fisico , è in grado di ridurre di ben il 12% il rischio di obesità. Se si vuole veramente prevenire o debellare il rischio obesità è necessario accompagnare la strategia di intervento sulle abitudini alimentari con un sano e attivo modello di vita, coinvolgendo l’intera famiglia in un programma di lungo periodo. L’intervento preventivo e terapeutico (non solo verso gli obesi ma anche verso il rovescio della medaglia- l’anoressia) non può più essere procrastinato , ed è necessario che operatori “dedicati” siano messi dalla famiglia e dalle leggi nelle condizioni di poter intervenire tempestivamente. Nella scuola prevalentemente e nelle varie agenzie educative e sportive deve essere attuata la prevenzione , mentre il momento terapeutico va attuato da personale “dedicato” e quando se ne ravvedono le necessità anche in condizione residenziale. Questo è quanto attuiamo noi – continua il pedagogista del “centro per i disturbi alimentari di Modica “, il solo in Sicilia a prevedere il momento residenziale -, garantendo interventi medici e psicologici adeguati ad ogni individuo portatore di questo sintomo, nell’intento di aiutarlo a recuperare quel ruolo sociale “perduto”. (Fonte Dottor F. Vanella)

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