Le conseguenze (anche inattese) del crescente consumo di carne

LIVORNO. Secondo lo studio “Feeding the future’s changing diets: Implications for agricultural markets, nutrition, and policy” dell’International food policy research institute (Ifpri) presentato alla conferenza “Leveraging agricolture for improving nutrition & health” tenutasi a New Delhi, «Gli abitanti dei Paesi ricchi e dei Paesi emergenti più sviluppati come la Cina e il Brasile, riducendo da subito il loro consumo di carne, potrebbero contribuire ad alleggerire la pressione sui prezzi di alcuni cereali di base entro 15 anni. Tuttavia, il loro gesto non permetterebbe di migliorare la sicurezza alimentare nella maggior parte dei Paesi poveri in un futuro ravvicinato».

viaGreenreport

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