Il secolo dei frutti perduti: la lezione del passato per la tutela dell’ambiente e della salute

Dal seminario Frutti del passato per un futuro sostenibile, organizzato oggi a Roma dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), al quale hanno partecipato i massimi esperti italiani ed internazionali di salvaguardia della biodiversità agraria e recupero di varietà in via di estinzione, è emerso che «Nell’ultimo secolo, in Italia, alcune specie di frutta come albicocco, ciliegio, pesco, pero, mandorlo e susino hanno registrato una perdita di varietà pari a circa il 75%, con punte massime per albicocco e pero, dal tasso di sopravvivenza varietale di appena il 12%. Nel solo Sud Italia, tra il 1950 e il 1983, è stato riscontrato che delle 103 varietà locali mappate durante il primo sopralluogo, solo 28 erano ancora coltivate poco più di trent’anni dopo».

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