Cibo, i rischi della globalizzazione alimentare – Cadoinpiedi

L’umanità fa sempre più affidamento su grano, riso e soia, seguite dalle coltivazioni di piante ad alto contenuto energetico: come le palme da olio e i girasoli, i cui derivati risultano utilizzati massicciamente a livello industriale. Sempre meno di frequente, invece, capita di imbattersi in campi di sorgo, miglio e segale. Dalla ricerca, condotta dai ricercatori dell’International Center for Tropical Agriculture, è emerso come l’omologazione delle diete in corso da almeno cinquant’anni stia avendo conseguenze negative anche sulla nutrizione e la sicurezza globale dei prodotti alimentari. L’uniformazione alla dieta occidentale in corso in molti Paesi dell’Africa e dell’Asia sta infatti favorendo l’aumento delle malattie del benessere – dall’ipertensione al diabete, fino alla sindrome metabolica -, legate ai consumi eccessivi di cibi altamente lavorati

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