Indagine sulle aziende civiche nella provincia di Pisa

A tutti i frequentatori e le frequentatrici di questo blog,

Vi chiediamo di diffondere (o di rispondere direttamente, se siete produttori!) il questionario che presentiamo di seguito. Il nostro obiettivo è conoscere meglio e valorizzare l’agricoltura civica del nostro territorio, per continuare nella costruzione del Piano del cibo. Grazie mille per la collaborazione!

Caro produttore,

negli ultimi anni si è affermato un nuovo modello di azienda agricola, che chiamiamo azienda civica.

Per noi l’ “azienda civica” è quella che, praticando attività di filiera corta, di agricoltura sociale, di didattica, di agriturismo, di servizi ambientali, contribuisce alla crescita della comunità locale e dei cittadini-consumatori, facendosi promotrice dei valori e dell’importanza del cibo, della campagna e della ruralità.

Nell’ambito del progetto ‘Piano del Cibo’ della Provincia di Pisa il Laboratorio di studi rurali Sismondi ha messo a punto un breve questionario on line allo scopo raccogliere idee su possibili iniziative e strumenti di supporto, a partire dalla prossima programmazione dello sviluppo rurale. A questa iniziativa ne seguiranno altre di cui la terremo informata.

La compilazione del questionario, online, richiede solo cinque minuti. Per compilarlo basta seguire il link:

http://www.surveymonkey.com/s/MFSPWHL

Grazie della collaborazione!

Silvia Innocenti

Responsabile Piano del Cibo per il Laboratorio di studi rurali Sismondi

mail: pianodelcibopisa@gmail.com

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Le multinazionali del cibo favoriscono l’incremento di sovrappeso e obesità. La produzione di soft drink, insieme a quella di tabacco, è tra le attività industriali più redditizie al mondo. Che fare?

Stuckler e Nestle hanno ricordato che esistono tre vie principali per interagire con le grandi multinazionali alimentari. Uno: lasciare che il settore si regolamenti da solo e che le forze di mercato auto-correggano le ricadute negative. In questa prospettiva non sono previsti interventi diretti sulle aziende, ma al massimo iniziative di informazione, in modo che i singoli individui arrivino a preferire cibi sani a quelli non salutari. Due: puntare a collaborazioni con l’industria perché anche lei dia una mano a diffondere una cultura del “cibo sano”. Tre: puntare su iniziative di regolamentazione esterna del settore da parte dei governi: dalle restrizioni alla pubblicità per bambini a standard più stringenti per la qualità dei pasti serviti nelle mense, alle tasse sui prodotti spazzatura.

via Il Fatto Alimentare

Earth Day 2012, Robert Kennedy Jr: “Altro che ambiente, questa è una battaglia per la democrazia” – La Stampa

«Negli Stati Uniti diciamo che il whiskey serve per bere, e l’acqua per fare la guerra. Forse il grande pubblico non se n’è accorto, perché i media ne parlano poco, ma alcune delle guerre più sanguinose degli ultimi cinquant’anni sono state combattute per il controllo di questa risorsa essenziale».

via La Stampa

Con un bel poster la verdura piace di più – Corriere della Sera

Se il vostro bambino disdegna verdure e legumi potete ricorrere a un trattamento subliminale, appendendo un bel poster di ortaggi colorati in cucina. Dopo averlo avuto sotto gli occhi per un po’ di tempo, i suoi gusti cambieranno: lo dice uno studio pubblicato su Jama Journal of American Medical Association da ricercatori della Minnesota University di Minneapolis, che in questo modo sono riusciti a triplicare il consumo di carote e piselli fra gli alunni di una scuola elementare della cittadina di Richfield.

via – Corriere.it

Ci siamo mangiati l’ultimo pesce del Mediterraneo – La Stampa

Avete preparato un piatto di triglie? Oppure stare per uscire e comprare una fetta di pesce spada. Potrebbe essere l’ultimo sapore italiano per molto tempo perché ufficialmente oggi si è pescato l’ultimo pesce italiano, il nostro “pezzo” di Mediterraneo non può più sopportare la pesca così com’è ora, la riproduzione è a rischio.

via La Stampa 

“Nel 2030 il collasso alimentare” – Il Fatto alimentare

L’attuale livello di consumi porterà a un collasso globale? A confronto i dati di uno studio del MIT, degli anni Settanta, con quelli disponibili oggi. Nel 1972, quattro ricercatori del MIT (Massachusetts Institute of Technology) pubblicarono un rapporto dal titolo “The Limits to Growth“. Sulla base di modelli scientifici e matematici, venne ipotizzato che mantenere le tendenze di crescita dei consumi avrebbe condotto al collasso dell’economia globale entro il 2030. Quarant’anni dopo, quelle previsioni ritrovano attualità.

via Il Fatto Alimentare

I difetti dell’alimentazione moderna – Il Fatto Quotidiano

Sul numero del 28 marzo della rivista Cancer è stato pubblicato un rapporto sull’epidemiologia dei tumori negli Stati Uniti nel periodo 1975-2008. I centri che hanno partecipato alla stesura del documento sono tra i più autorevoli:  il Center for Disease Control and Prevention, laNorth American Association of Central Cancer Registries, il National Cancer Institute e l’Amercian Cancer Society e i dati presentati sono incoraggianti. La mortalità per cancro ha continuato a diminuire nel corso degli anni e a questo trend positivo si è aggiunta una lieve riduzione dei nuovi casi quantificabile in uno 0.6% in meno nei maschi nel periodo tra il 2004 e il 2008 e in uno 0.5% in meno nelle donne nel periodo 1998-2006, con una tendenza però al livellamento dal 2006 al 2008. Significa che, oltre alla mortalità, anche i nuovi casi di tumore si stanno riducendo anche se lentamente e non in modo omogeneo per tutte la categorie prese in esame.

via Il Fatto Quotidiano