L’obesità inizia a fare danni già da bambini

Questi autori hanno descritto l’associazione tra categoria di indice di massa corporea, sesso e parametri di rischio cardiovascolare in bambini in età scolare negli stati più sviluppati. Sono stati inclusi 63 studi su 49.220 bambini. Gli studi hanno riportato un peggioramento del rischio cardiovascolare nei soggetti sovrappeso e obesi. Rispetto ai bambini normopeso, la pressione sistolica era più alta di 4.54 mmHg nei bambini in sovrappeso (99% intervallo di confidenza da 2.44 a 6.64; n=12 169, otto studi) e di 7.49 mmHg (da 3.36 a 11.62; n=8074, 15 studi) nei bambini obesi. I dati sono stati simili per la pressione diastolica e per il monitoraggio pressorio ambulatoriale delle 24 ore.

 

Via cardiolink.it

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Nutrizione infantile e rischio di malattia nell’adulto

La differenziazione dei principali sistemi metabolici che si verifica durante la vita intrauterina è fortemente influenzata dalle condizioni nutrizionali, che a loro volta sono collegati allo stato nutrizionale materno. Nella vita post-natale, l’esposizione dei bambini successiva a fattori ambientali, in primo luogo attraverso la dieta, inizierà a “costruire” la suscettibilità alle malattie da adulti. Esempi di questi fattori dietetici importanti sono i grassi saturi, il sodio, il calcio, ecc. Per esempio, l’accumulo di calcio osseo nell’infanzia e nell’adolescenza sarà un fattore determinante il rischio di osteoporosi nella vita adulta. Allo stesso modo, un elevato apporto di grassi saturi durante l’infanzia può promuovere il processo di aterosclerosi nelle persone con predisposizione genetica, accelerando in tal modo le manifestazioni cliniche della malattia coronarica nella vita adulta.
Questi risultati, anche se non ancora completamente chiariti, costituiscono una significativa possibilità di intervento preventivo. Gli interventi fin dai primi anni di vita, volti a ridurre questi fattori di rischio precoci, potrebbero  portare a maggiori riduzioni nell’incidenza di numerose malattie degli adulti.

Via journalscambridge.org

La promozione di una sana alimentazione

L’industria alimentare rappresenta un settore importante della creatività, dell’imprenditoria e dell’economia italiane. Potrebbe fare molto per la salute, per esempio, migliorando la qualità nutrizionale dei suoi prodotti oppure rinunciando volontariamente alla pubblicità per prodotti con elevato contenuto di zucchero, sale e grassi insalubri. Ma gli interessi commerciali, prioritari per l’industria, si frappongono alla realizzazione non solo di questi interventi di autoregolamentazione ma si direbbe anche all’informazione obiettiva, corretta e in grado di stimolare il pensiero critico che desideriamo trovare, come operatori sanitari, ma anche come genitori e cittadini, all’interno delle scuole pubbliche italiane.

Via http://www.scienzainrete.it

Dieta a mensa: in Friuli la prevenzione inizia da bambini

Il programma ideato dalla Ass4 coinvolgerà 50 asili nido, che insieme contano un migliaio di iscritti, e le altre scuole per l’infanzia, interessando il personale docente, circa 350 operatori che stanno svolgendo corsi di formazione che nelle prossime settimane saranno organizzati anche per i genitori.

Via www.ingusto.it

A CHI FA BENE LA FRUTTA A SCUOLA

“Frutta nelle scuole” è una campagna promossa dall’Unione Europea per favorire una corretta alimentazione. Costa oltre 16 milioni di euro all’anno e coinvolge più di 5mila scuole primarie italiane. Ma mangiare più frutta non basta per combattere l’obesità nei bambini se contemporaneamente non diminuisce il consumo di cibo spazzatura. E secondo uno studio, gli acquisti di merendine e patatine sono scesi solo nella parte di popolazione che è già meno esposta ai problemi di obesità e sovrappeso, mentre sono rimasti invariati per il gruppo a maggiore rischio.

L’obesità e le patologie che derivano da una cattiva alimentazione interessano quote crescenti della popolazione di molti paesi industrializzati. In Italia, che pur presenta una situazione migliore rispetto all’America e ad altri paesi del Nord Europa, incominciano a manifestarsi segnali preoccupanti: negli ultimi dieci anni la percentuale di obesi tra i bambini è cresciuta dal 9 al 12,5 per cento e nel 2002 circa un bambino su quattro risultava sovrappeso secondo dati dell’Istituto superiore di sanità.

Via  lavoce.info

Meglio le mezze porzioni ai bambini, le mamme esagerano

In Italia un bambino su tre e’ in sovrappeso e uno su dieci obeso. Il 50% dei piccoli cicciottelli rischia di esserlo anche da adulto. Per evitare il sovrappeso una soluzione arriva dalle ‘porzioni’ piu’ che dal calcolo delle calorie. Le mamme, infatti, riempiono troppo i piatti di cibo ai loro bebe’, da 0 a 9 anni di eta’. L’ansia che il piccolo mangi poco supera quella del sovrappeso. Troppo formaggio, troppa carne, troppa pasta per i bambini che assumono quantita’ di proteine, grassi, zuccheri e cibi conservati processati doppie rispetto il necessario. A lanciare l’allarme a’ l’Associazione nazionale dei dietisti italiani (Andid), in occasione del 24/mo Congresso nazionale, fino al 21 aprile a Verona.

Via ansa.it

Con un bel poster la verdura piace di più – Corriere della Sera

Se il vostro bambino disdegna verdure e legumi potete ricorrere a un trattamento subliminale, appendendo un bel poster di ortaggi colorati in cucina. Dopo averlo avuto sotto gli occhi per un po’ di tempo, i suoi gusti cambieranno: lo dice uno studio pubblicato su Jama Journal of American Medical Association da ricercatori della Minnesota University di Minneapolis, che in questo modo sono riusciti a triplicare il consumo di carote e piselli fra gli alunni di una scuola elementare della cittadina di Richfield.

via – Corriere.it