What’s an average serving? Portion size guidance ‘no longer fit for purpose’

Recent EU legislation on the provision of food information to consumers FIC specifies that food portions should be easily recognisable and quantified on food labelling, but it does not provide guidance on how to quantify a portion on pack, the BHF said.In the UK, the government has recommended that industry display per portion values on front-of-pack nutrition labels for calories, saturated and total fat, sugar and salt, and therefore, the BHF argues it is necessary to base this information on realistic portion sizes.With that in mind, the organisation commissioned research to compare current portion sizes with those provided in a 1993 government publication, Food Portion Sizes. It found an increase across most categories over the past 20 years, including for muffins, bagels, pizzas, pies and ready meals.“We know that portion sizes influence how much we eat. Put simply, larger portions encourage us to eat more – and shape our view of what is a normal amount to eat,” BHF chief executive Simon Gillespie said in a foreword to the report.

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Cibo e social network: Gnammo, la community per incontrarsi a tavola – Il Fatto Quotidiano

Un portale che permette a tutti di cimentarsi come cuochi organizzando eventi culinari per gli “gnammers” iscritti alla piattaforma. Un’esperienza nella quale il cibo diventa strumento di conoscenza e scoperta reciproca.

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SCI – Reports – What’s Cooking? Adaptation & Mitigation in the UK Food System – What’s Cooking? Adaptation & Mitigation in the UK Food System – What’s Cooking? Adaptation & Mitigation in the UK Food System

What’s Cooking? Adaptation & Mitigation in the UK Food SystemBows, A., Dawkins, E., Gough, C., Mander, S., McLachlan, C., Röder, M., Thom, L., Thornley, P. & Wood, R. The Sustainable Consumption Institute has recently published a report based on a 2 year study of UK food systems and climate change. Food which families now take for granted, such as meat and fresh vegetables, could become too expensive for many, if global temperatures rise in line with the current trends and reach 4⁰C within the lifetime of many people. Dr Alice Bows, Principal Investigator, says greenhouse gas targets will be missed unless policymakers take account of the potential impacts of climate change on food-related emissions. Much emphasis is placed on decarbonising the energy system, yet the emissions associated with agriculture, particularly the greenhouse gas nitrous oxide, are likely to be much more difficult to cut. ISBN: 978-1-907422-03-4

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Pubblicità e bugie: un binomio davvero irresistibile. Le censure diminuiscono ma le bugie aumentano e sono fuori controllo

Il bilancio annuale delle pubblicità di prodotti alimentari scorrette e ingannevoli è decisamente negativo e non ci sono segnali che lasciano intravedere inversioni di rotta. Anche nel 2013 decine di aziende  presenteranno spot e messaggi per raccontare storie inverosimili e palesi bugie, sicure di concludere tranquillamente l’intera campagna senza incontrare ostacoli.

 

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Cuochi in televisione: la FSA boccia le ricette e le quantità, troppe calorie e poche informazioni

I programmi televisivi di ricette impazzano sui canali televisivi non solo in Italia, tanto che si  ha quasi  la sensazione di essere arrivati a una vera saturazione. Ma  fino a che punto questi programmi sono anche veicoli di corrette informazioni nutrizionali? La domanda non è oziosa, dal momento che diversi studi hanno dimostrato che i cuochi in televisione influenzano il comportamento alimentare di una parte della popolazione e hanno quindi un ruolo nelle scelte e nella dieta delle persone.

Via ilfattoalimentare.it

I geni, la dieta e l’obesità

Di questo si tratta in una revisione americana condotta presso il Department of Nutrition della Harvard School of Public Health di Boston (Massachusetts – USA) focalizzata sulle relazioni tra predisposizione genetica all’obesità e influenza ambientale che alimenta l’attuale incidenza delle malattie a questa correlate (diabete 2 e malattie cardiovascolari).

Negli ultimi decenni, in parallelo con il passaggio da stile di vita più attivo a sedentario, e soprattutto con il passaggio da una dieta abituale nutriente a una con elevata densità energetica, il fenomeno dell’obesità ha raggiunto livelli allarmanti. Di contro, negli ultimi anni, la tecnologia di genotipizzazione ha fatto passi da gigante svelando le basi genetiche di malattie complesse e scoprendo l’intervento della variabilità genetica nelle interazioni gene/dieta.

La comprensione di tali interazioni ha il potenziale per promuovere le modificazioni della dieta sulla base del corredo genetico. Diversi recenti studi su larga scala evidenziano, in proposito, che il consumo di zuccheri, bevande zuccherate o che, in generale, le abitudini alimentari possono modulare la predisposizione genetica per l’obesità o le malattie cardiovascolari. Analisi effettuate in studi clinici randomizzati hanno mostrato che i marcatori genetici per l’obesità, il diabete, o per le malattie cardiovascolari potrebbero modificare la risposta metabolica alle diete adottate per perdere peso.

Tutto questo si discute nella revisione che tende ad approfondire tali temi in modo da indirizzare la clinica pratica verso possibili interventi di sanità pubblica efficaci nella correzione dei fattori ambientali che intervengono nella correlazione tra geni-dieta e fattori predisponenti all’obesità e alle patologie ad essa correlate.

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23139897 Curr Nutr Rep. 2012 Dec 1;1(4):222-227.
Gene-Diet Interactions in Complex Disease: Current Findings and Relevance for Public Health

Via obesita.it

Obesità e incidenza del cancro

In un recente workshop intitolato “The Role of Obesity in Cancer Survival and Recurrence”, alcuni ricercatori dell’University of Alabama (Department of Nutrition Sciences, Birmingham, Alabama, USA) considerando le recenti evidenze, hanno proposto le vie da perseguire.

Dato che l’obesità, e le sue componenti di squilibrio energetico, vale a dire, l’apporto energetico eccessivo e livelli subottimali di attività fisica, sono consolidati fattori di rischio per l’incidenza del cancro, le ricerche e gli interventi correttivi vanno indirizzati in precise direzioni. Per primi, vanno considerati i meccanismi associati tra obesità e bilancio energetico che influenzano la progressione del cancro.

Subito dopo bisogna valutare la complessità degli studi e l’interpretazione del bilancio energetico in relazione alla ricorrenza del cancro e alla sopravvivenza. Va valutata poi l’associazione tra obesità e rischio di cancro, in termini di recidiva e di mortalità. Infine, vanno considerati gli interventi che favoriscono la perdita di peso, l’aumento dell’attività fisica e un bilancio energetico negativo, come mezzi di controllo del cancro.

Fonte: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22695735 Cancer Epidemiol Biomarkers Prev. 2012 Aug;21(8):1244-59 The role of obesity in cancer survival and recurrence

Via obesita.it