NextDoorhelp: il social network italiano contro lo spreco di cibo

Un social network per contrastare lo spreco di cibo, si chiama NextDoorhelp ed è stata ideata da tre giovani ingegneri italiani. Lo scopo dell’app è di unire all’uso tecnologico a un impegno civico di abbattimento dello spreco di cibo e alimenti, che rappresenta un forte problema della società consumistica in cui viviamo.

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Educazione alimentare, Usa meglio dell’Italia, parola di Foodsitter | tofood.it

“La novità è che nella battaglia per un’alimentazione salutare e bilanciata l’Italia rischia di farsi superare proprio dagli Stati uniti – incalza Marcela – Qui si è dato tutto per scontato. Quante volte ho sentito dire che gli italiani mangiano bene e che possono insegnare al mondo come mangiare. Tutto vero. Ma intanto le giovani generazioni hanno abbandonato i modelli alimentari della dieta mediterranea e oggi siamo al punto che per avere sottovalutato il rischio, ci troviamo con bambini che mangiano male ormai anche in famiglia e a scuola e che diventano obesi e pieni di intolleranze”.

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Cibo, i rischi della globalizzazione alimentare – Cadoinpiedi

L’umanità fa sempre più affidamento su grano, riso e soia, seguite dalle coltivazioni di piante ad alto contenuto energetico: come le palme da olio e i girasoli, i cui derivati risultano utilizzati massicciamente a livello industriale. Sempre meno di frequente, invece, capita di imbattersi in campi di sorgo, miglio e segale. Dalla ricerca, condotta dai ricercatori dell’International Center for Tropical Agriculture, è emerso come l’omologazione delle diete in corso da almeno cinquant’anni stia avendo conseguenze negative anche sulla nutrizione e la sicurezza globale dei prodotti alimentari. L’uniformazione alla dieta occidentale in corso in molti Paesi dell’Africa e dell’Asia sta infatti favorendo l’aumento delle malattie del benessere – dall’ipertensione al diabete, fino alla sindrome metabolica -, legate ai consumi eccessivi di cibi altamente lavorati

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Quell’ossessione per i cibi sani Ma non esiste la dieta «perfetta» – Corriere.it

Cinque porzioni di frutta e verdura al giorno. Anzi no, meglio sette, come sostiene l’ultima ricerca dell’University College London. Un paio di cucchiai di bacche di goji, che sono antiossidanti e rinforzano il sistema immunitario. E pure una porzione di legumi, che riducono il colesterolo «cattivo». Senza rinunciare a una tazza di cioccolata calda, che secondo la «dieta di Maria Antonietta» (codificata dalla scrittrice inglese Karen Wheeler) aiuta il metabolismo. Ma siamo sicuri che seguendo alla lettera tutti questi consigli staremmo davvero meglio?

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Social Market: la spesa all’insegna della solidarieta’

Fare la spesa, per molte persone, ormai non è cosa semplice e l’idea del Social Market nasce proprio dalla necessità di fornire una risposta concreta all’emergenza alimentare che oggi, stando agli ultimi dati ISTAT, tocca quasi 4 milioni di italiani.

Il settore pubblico, da solo, non riesce a far fronte a questa emergenza e da qui deriva l’esigenza di creare e diffondere nuovi strumenti, denominati di secondo welfare, che siano in grado di soddisfare i bisogni primari di una sempre di ampia fascia di popolazione.

In Italia, grazie al lavoro e all’impegno di numerose associazioni ed enti protagonisti del terzo settore, stanno nascendo numerosi Social Market. Questi supermercati sono rivolti singoli e famiglie in stato di difficoltà che possono usufruire del servizio previa segnalazione di enti caritatevoli e uffici dei Servizi Sociali dei comuni in cui si svolge l’iniziativa. Il funzionamento varia da ente a ente ma la finalità è comune.

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A Scuola Di Alimentazione: La Spesa Sana

Lo chef e insegnante Paul Finkelstein organizza vere e proprie sessioni di formazione per fare la spesa alimentare in modo sano e intelligente e, fra le centinaia di allievi del suo programma di arti culinarie alla Stratford Northwestern Secondary School (a Stratford, Ontario), ha rilevato molte informazioni utili sull’alimentazione dei giovani. Il risultato è confortante: “Cucinare in autonomia, ogni giorno, dà loro gli strumenti per cambiare il modo in cui mangiano” ci spiega l’esperto.

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Come vivere 6 mesi con scarti alimentari: un documentario ce lo racconta

Lo stile di vita usa-e-getta a cui ci siamo assuefatti con il benessere economico  ha avuto importanti ripercussioni anche nel sistema di produzione e distribuzione del cibo. Questo è evidente soprattutto in America dove circa il 40% degli alimenti prodotti vengono sprecati. Ecco allora un interessante documentario che ci racconta come vivere 6 mesi con scarti alimentari dei supermercati e dell’industria.

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