E’ contro l’ambiente e la salute In Bolivia chiude Mac Donald’s

In Bolivia coscienza sociale e ambientale sono decisamente superiori che in altre nazioni, ma chi la conosce meglio non pensa che il fallimento di McDonald’s sia solamente di carattere ideologico. È vero, in Bolivia sono i movimenti sociali ad esprimere la maggioranza di governo, ricorda dal suo blog il giornalista Gennaro Carotenuto, profondo conoscitore dell’America latina, ma “la grande coscienza dell’impatto ambientale, sindacale, umano, verso il tema” non spiega tutto nemmeno nel Paese andino. “McDonald’s non è rifiutato per motivi politici, ma per più sedimentati motivi culturali”, scrive Carotenuto: “L’ideologia del fast-food sarebbe l’antitesi della naturale cultura dello slow food boliviana, dove il tempo di preparazione, e la condivisione di questo, è tanto importante come l’atto del mangiare in sé”.

via Il Fatto Quotidiano

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Dal giardino di casa al cliente È vendita libera per gli ortaggi – Repubblica.it

 

L’esperienza quarantennale di San Francisco cresce e risponde a nuove necessità.

Dal giardino di casa al cliente È vendita libera per gli ortaggi – Repubblica.it.

La merendina sana a km zero: i nuovi distributori di yogurt, frutta e vedura a San Donato Milanese | Il Fatto Alimentare

Nel settore degli snack non mancano iniziative che cercano di migliorare le abitudini alimentari. È il caso di San Donato Milanese dove – in collaborazione con Coldiretti e Campagna Amica – nelle scuole medie, nel Comune e presso il Policlinico sono stati installati i nuovi “Bancomat a km 0”

La merendina sana a km zero: i nuovi distributori di yogurt, frutta e vedura a San Donato Milanese | Il Fatto Alimentare.

Dagli Usa le comunità del cibo locale

Una iniziativa di auto organizzazione di produttori e consumatori, per la costruzione di comunità del cibo locale.

Dagli Usa le comunità del cibo locale.

Dieta ecosostenibile, si può Bastano 35 euro a settimana

Mangiando questi piatti – assicurano i ricercatori britannici – si fa bene alla Terra, alla propria salute e pure al proprio portafoglio. Meno di 150 euro al mese (a persona) per mangiare sano e difendere il mondo dai gas nocivi e dal dispendio energetico che provocano il cambiamento climatico

via Repubblica.it.

il sito del wwf sulla campagna ‘livewell’ http://www.wwf.org.uk/what_we_do/campaigning/food_campaign/livewell_2020/

Il livewell_report in versione originale_jan11

Quale rivoluzione verde?

di Manuela Correggia

Ostacolati da troppi nemici – cambiamenti climatici, degrado delle risorse, scarsità di acqua e terre arabili, mancanza di sostegno pubblico – i piccoli coltivatori africani continuano a emigrare verso le città. Là trovano ben poche opportunità ad accoglierli. Molti diventano più poveri. Parallelamente cresce la dipendenza dell’Africa dalle importazioni alimentari.Eppure in Africa come nell’Asia del Sud la gran parte dei raccolti agricoli sono tuttora realizzati dall’agricoltura su piccola scala, quella che fa sopravvivere due miliardi di donne, uomini, bambini. E che produce fino all’80% del cibo consumato localmente.

viaIL MANIFESTO.

Cibo per tutti – Oliver de Schutter

Olivier De Schutter è lo Special Rapporteur delle Nazioni Unite sul diritto dell’alimentazione

La fame è una questione politica, non semplicemente un problema tecnico. Abbiamo ovviamente bisogno dei mercati, ma abbiamo anche bisogno di una visione per il futuro che vada oltre le soluzioni a breve termine. Il sistema alimentare globale avrà sempre bisogno di vigili del fuoco. Ma ciò di cui abbiamo più bisogno, e con urgenza, sono degli artefici che pianifichino un sistema antiincendio più resistente.

Il Sole 24 ORE – vai all’articolo