La rapina delle terre è più grave dove i governi sono deboli e corrotti: lo dimostra una nuova analisi di Oxfam

Una nuova analisi pubblicata da Oxfam Oxford Commitee for Famine Relief, confederazione di 17 Ong dimostra che chi compra e vende la terra su ampia scala preferisce investire dove i governi sono più deboli. Per questo Oxfam lancia oggi il “No Land Grab Day” con azioni in tutto il mondo volte a chiedere alla Banca Mondiale di assumersi la responsabilità di contrastare il land grabbing.

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Povertà, la lezione di Vandana Shiva “Salvare la terra dall’aparthied ambientale”

Fare pace con la terra per combattere la crisi. Resistere al potere delle multinazionali e alla devastazione dell’ambiente, che porta povertà e ingiustizie. Da tempo Vandana Shiva, combattente per la biodiversità, è una delle più importanti testimonial della lotta contro quello che definisce “il saccheggio delle risorse naturali a scapito delle popolazioni locali”, una linea di pensiero ispirata a Gandhi il quale sosteneva che “la Terra ha abbastanza per i bisogni di tutti, ma non per l’avidità di alcune persone”.

In Italia per partecipare a una serie di convegni, a pochi giorni dalla Giornata mondiale della terra il 22 aprile, racconta quello che definisce “apartheid ambientale”, un fenomeno che “sta facendo precipitare il pianeta verso una situazione di non ritorno”. Il rischio è: ricchezza per pochi e povertà per molti.
“Parlo di apartheid perché il significato di questa parola è separazione. Nell’ecoaparthied c’è separazione dell’uomo dalla terra. E’ un sistema che separa in modo violento, con la forza, le comunità dalle loro risorse. E’ il land grab, ma c’è anche il grab, la separazione, da altre risorse come l’acqua, i minerali…”.

via Repubblica.it

Land grabbing, riserve d’acqua, agricoltura verticale: un futuro in movimento – Blogbiologico

La disponibilità di terra da coltivare e di acqua dolce sono due dei grandi temi dell’agricoltura di domani, anche perché, nel 2050, per diversi studi, il Pianeta consumerà il 70% in più del cibo di oggi.
Ecco perché, per l’organizzazione no-profit Terra Nuova, va tenuto sempre più sotto controllo il fenomeno del “land grabbing”, specie in Africa, ma non solo.

via Blogbiologico.it

2011: l’anno del Land grabbing – Corriere della Sera

Secondo l’americano Oakland Institute e l’organizzazione dei contadini del Mali, dalla fine del 2010 ben 544mila ettari di terra del Paese africano – che darebbero lavoro a più di mezzo milione di agricoltori – sono stati o sono in via di «razzia» da parte di governi stranieri o multinazionali. Storie che ritornano anche in Indonesia, Malaysia, Filippine, Bolivia: anche se è soprattutto in Africa che non valgono mai le leggi di mercato. Solo quella del più forte.

via – Corriere della sera

Crisi alimentari: aiutare l’agricoltura dei Paesi in via di sviluppo per fermarle. Il diktat del Parlamento europeo | Il Fatto Alimentare

Attualmente un miliardo di esseri umani su sette, il “forgotten billion”, non ha accesso al cibo, cioè soffre di fame e malnutrizione cronica. La gran parte vive in aree rurali, dove l’agricoltura è la fonte primaria di sussistenza.

2 miliardi di abitanti dei Paesi in via di sviluppo si nutrono grazie a circa 500 milioni di piccole e micro-imprese agricole e la loro produzione potrebbe raddoppiare in dieci anni, secondo il Relatore Onu per il Diritto al cibo, se si offrisse il dovuto supporto all’eco-agricoltura.

via Il Fatto Alimentare.

Etiopia, la rapina delle terre da parte di investitori indiani avanza nonostante la siccità e la fame. | Il Fatto Alimentare

Il Corno d’Africa è afflitto dalla più grave tragedia umanitaria che la sua storia ricordi. Siccità e fame, 12 milioni di persone senza cibo né acqua. Ma il “neocolonialismo agricolo” procede indisturbato. A caccia di nuove terre da sottrarre ai loro abitanti per radere al suolo tutto ciò che esisteva e impiantare colture intensive, le cui messi sono destinate altrove.

via Il Fatto Alimentare.