Initiative to improve sustainable fish labelling unveiled | Environment | guardian.co.uk

A new initiative to make the labelling of sustainable fish clearer and more consistent for consumers will be launched by industry and retailers on Friday, with the backing of the Fish Fight campaign setup by celebrity chef Hugh Fearnley-Whittingttall.

The voluntary code of conduct by the Sustainable Seafood Coalition (SSC), whose supermarket and supplier members represent over 80% of fish sales in the UK, should mean “consumers will be able to shop safe in the knowledge that [sustainability] claims are meaningful and harmonised across products, retailers and brands,” SSC says. Group members including Tesco, Sainsburys and Birds Eye are considering a draft of the conduct, which SSC says is being brought in due to frustration at the slow pace of legislative reforms.

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La lotta contro lo spreco: il rigetto in mare dei pesci

La pratica del rigetto in mare è legata alla combinazione di ragioni commerciali con le regole vigenti: se il pesce è troppo piccolo gli acquirenti non lo vogliono, e allora i pescatori lo ributtano in mare perchè, avendo un tetto massimo di pesca da rispettare, preferiscono prendere pesci più grandi. In un rapporto del 2004, la FAO ha stimato che 7.3 milioni di tonnellate di pesce catturato, pari all’8% delle catture totali, viene rigettato in mare. La commissaria europea Damanaki parla di “cifre allarmanti e non più giustificabili” dal momento che i nostri stock ittici sono in declino, e sottolinea come la pesca europea stia facendo anche peggio della media mondiale: metà delle catture di pesce bianco vengono rigettate in mare, e per il pesce piatto si arriva addirittura al 70% di rigetti.

via Zootecnews