Gdo, termini di pagamento e pratiche commerciali scorrette: le novità del ‘decreto liberalizzazioni’ per le imprese agricole e alimentari

Abbiamo invocato a lungo la salvaguardia della produzione agroalimentare italiana rispetto alle pratiche commerciali scorrette della Grande Distribuzione Organizzata. Tempi di pagamento biblici, sconti retroattivi, auto-attribuzione di crediti per promozioni commerciali a volte non richieste né dimostrate, e altri inaccettabili comportamenti ai quali da anni sarebbe stato necessario porre rimedio.

via Il Fatto Alimentare

“Lo zucchero fa male come l’alcol” Dagli Usa la proposta di tassarlo

E’ bandito dalle diete e odiato dai dentisti. Per fare pace con la bilancia è meglio non consumarne troppo, ma ora dagli Stati Uniti parte una vera e propria ‘crociata’ contro lo zucchero. Secondo una ricerca della University of California 1, pubblicata sulla rivista Nature 2, rende dipendenti, come il tabacco e l’alcol e per questo motivo la sua vendita dovrebbe essere regolata per legge.

 

Via repubblica.it

 

Additivi al bando nei supermercati inglesi: fanno male ai bambini

Conservanti, coloranti, dolcificanti sono sempre nel mirino quando si parla di cibi sani. Non ci piace leggere sulle etichette degli alimenti che compriamo al supermercato quelle brutte sigle che identificano colori artificiali e additivi di varia natura. Eppure ce ne sono ancora tanti, anche nei cibi e nelle bevande destinati ai più piccoli.

Via blog.panorama.it

Libro bianco sui bambini. Uno su tre mangia troppo e male. E i genitori subiscono

“Piccoli tiranni” in cucina: così i pediatri italiani nel rapporto sulla salute dei bambini. Sovvrappeso il 34% dei piccoli. E poi c’è l’allarme nascite (- 74% negli ultimi 140 anni). Resta infine un grave gap assistenziale tra Nord e Sud e in Calabria la mortalità infantile è tre volte più alta che a Trento.

Via quotidianosanità.it

E’ contro l’ambiente e la salute In Bolivia chiude Mac Donald’s

In Bolivia coscienza sociale e ambientale sono decisamente superiori che in altre nazioni, ma chi la conosce meglio non pensa che il fallimento di McDonald’s sia solamente di carattere ideologico. È vero, in Bolivia sono i movimenti sociali ad esprimere la maggioranza di governo, ricorda dal suo blog il giornalista Gennaro Carotenuto, profondo conoscitore dell’America latina, ma “la grande coscienza dell’impatto ambientale, sindacale, umano, verso il tema” non spiega tutto nemmeno nel Paese andino. “McDonald’s non è rifiutato per motivi politici, ma per più sedimentati motivi culturali”, scrive Carotenuto: “L’ideologia del fast-food sarebbe l’antitesi della naturale cultura dello slow food boliviana, dove il tempo di preparazione, e la condivisione di questo, è tanto importante come l’atto del mangiare in sé”.

via Il Fatto Quotidiano

L’Ue: “Si butta troppo cibo” 2014 anno contro gli sprechi

L’EUROPA dichiara guerra allo spreco alimentare. Il 2014 sarà l’anno che il vecchio continente dedicherà a una nuova causa: bloccare l’emorragia di cibo che trascina con sé una notevole perdita di suolo, acqua ed energia. È uno sperpero che assume dimensioni impressionanti: gli italiani buttano una quantità di alimenti che basterebbe a sfamare tutti gli spagnoli.

via La Repubblica.it

New York dichiara guerra alle maxi porzioni. Manifesti shock per la campagna contro l’obesità.

Per arginare il dilagante problema dell’obesità, il Dipartimento della Salute di N.Y. lancia in questi giorni una nuova campagna pubblicitaria che invita i cittadini a stare attenti alle porzioni esagerate.

via Il Fatto Alimentare

Famiglie antiobesità

Quando le persone obese perdono peso con la terapia cognitivo-comportamentale, anche i loro familiari possono diventare un po’ più magri. E’ quanto suggerisce uno studio italiano pubblicato sulla rivista Journal of  the American Dietetic Association.

La terapia cognitivo-comportamentale (TCC) è una delle opzioni disponibili per curare l’obesità. Si focalizza sul modificare i pensieri e le attitudini delle persone sull’alimentazione e sugli altri stili di vita e offre modi pratici per ottenere dei cambiamenti.

In questo nuovo studio, i ricercatori dell’equipe dell’Università di Bologna guidata dal Prof. Giulio Marchesini, erano interessati a capire se “le buone abitudini sperimentate ed acquisite dai pazienti mediante il programma TCC” potessero estendersi alle loro famiglie. Hanno quindi studiato le famiglie di 149 pazienti obesi, che avevano aderito a un programma consistente in incontri di gruppo a cadenza settimanale per un periodo dai 3 ai 4 mesi.

I risultati hanno evidenziato che dopo sei mesi dall’inizio del programma di gruppo, anche i coniugi ed i figli degli utenti coinvolti – soprattutto quelli in età adulta – avevano cambiato in meglio le loro abitudini.

In media, i familiari avevano ridotto di oltre 200 calorie il loro introito calorico, aggiungevano meno condimenti, mangiavano porzioni più ridotte di pane e biscotti, bevevano meno bevande zuccherine e più acqua, e mangiavano più frutta.  Mostravano inoltre una maggiore propensione all’esercizio fisico. Complessivamente, i parenti avevano spontaneamente perso oltre un chilo a testa, ma gli effetti erano ancora superiori nei familiari che erano a loro volta obesi: questi avevano perso in media oltre tre chili, mentre addirittura alcuni di loro erano arrivati a perdere un peso sufficiente da modificare la loro condizione da “obesi” a “sovrappeso”.

Secondo gli autori, “effettuare una spesa più oculata riducendo l’acquisto di alimenti ‘tentatori’ ricchi in zuccheri e grassi, adottare metodi di preparazione dei pasti più sani e ottenere compagnia nell’iniziare e mantenere attività fisica – ad esempio camminando insieme – rappresentano i principali motori del cambiamento benefico che, dal paziente, si estende a tutta la famiglia”.

Commentano la Dott.sse Luisa Zoni ed Annalisa Maghetti dell’Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica (ADI): “la terapia cognitivo-comportamentale rappresenta uno strumento particolarmente efficace tra quelli che abbiamo a disposizione per la terapia dell’obesità, ma in Italia è ancora poco diffuso nella pratica corrente. Nasce in ambito psicologico ma consente l’utilizzo di alcune delle sue tecniche anche da parte di altri operatori sanitari che operino nell’ambito di un team multidisciplinare. Questo importante lavoro di ricercatori italiani dimostra con chiarezza come la TCC offre vantaggi non solo al paziente, ma anche a tutta la sua famiglia, e proprio per questo effetto è probabile che le buone abitudini acquisite rimangano tali a distanza di tempo. E’ importante che le persone affette da obesità sappiano che diversi Servizi di Dietetica e Nutrizione Clinica del SSN utilizzano tecniche della TCC nella terapia dell’obesità, anche se per l’esiguità di risorse l’accesso è generalmente riservato ai pazienti con obesità complicata e/o con disturbi del comportamento alimentare”.

Ma in cosa consistono esattamente queste tecniche? Fondamentale è il lavoro sulla motivazione del paziente, che svolge un ruolo progressivamente sempre più consapevole  nella sua cura. L’enfasi non è posta sulla dieta, ma sull’effettuare cambiamenti sostenibili del proprio modo di rapportarsi al cibo, all’esercizio fisico, nonché agli eventi che generano stress. Questa metodica si contrappone alle soluzioni miracolistiche che promettono importanti cali di peso in poco tempo, ma che possono essere pericolose per la salute oltre a favorire rapidi recuperi di peso favorenti obesità successive più gravi e resistenti.

Via granapadano.it

Articolo originale: Effects of cognitive-behavioral treatment for weight loss in family members. Rossini R, Moscatiello S, Tarrini G, Di Domizio S, Soverini V, Romano A, Mazzotti A, Dalle Grave R, Marchesini G. J Am Diet Assoc. 2011 Nov;111(11):1712-9.

Disordini alimentari nei preadolescenti

La perdita di controllo sull’alimentazione (LC)  è caratterizzata dalla sensazione di non riuscire a fermarsi quando si mangia, ed è uno dei criteri distintivi del binge eating,cioè le abbuffate compulsive, molto di più di un altro parametro, la quantità di cibo introdotto. E’ abbastanza comune tra i bambini in sovrappeso e gli adolescenti che cercano trattamenti dimagranti, con percentuali che arrivano al 40%. Tuttavia, ci sono pochi studi che legano l’autostima e l’attaccamento a un disturbo così frequente tra i preadolescenti.

Lo scopo dello studio pubblicato su “Eating Behaviors” si è proposto di indagare sull’associazione tra autostima, attaccamento e LC. I soggetti coinvolti erano preadolescenti, cioè in una fase della vita in cui si sviluppa l’autostima, ma in cui i genitori hanno ancora molta influenza.

Hanno partecipato 555 bambini tra gli 8 e gli 11 anni, di cui il 47% bambine, che hanno risposto a una serie di domande. Circa il 17,6% del campione riportava eventi di perdita di controllo sul cibo ed era caratterizzato da bassa autostima e un attaccamento poco sicuro a entrambi i genitori. Non è emersa alcuna differenza di genere.

Secondo gli autori, una bassa autostima è una condizione necessaria, ma non sufficiente per spiegare la LC. Inoltre i risultati mostrano che la qualità della relazione madre-bambino è ancora più importante rispetto a quella paterna – pur essa importante – nello spiegare l’associazione tra autostima e LC. Questo è coerente con il fatto che l’autostima di un bambino dipende più da un attaccamento sicuro verso la madre che verso il padre.

I ricercatori hanno quindi concluso che l’influenza dell’autostima sulla perdita di controllo sul cibo sembra avvenire tramite una relazione insicura con i genitori.

Via granapadano.it

Articolo originale:

Loss of control over eating in pre-adolescent youth: The role of attachment and self-esteem.

Goossens L, Braet C, Bosmans G, Decaluwé V. Eat Behav. 2011 Dec;12(4):289-95. Epub 2011 Jul 24.

Bambini, a tavola!

Fa sempre bene ripeterlo e fa ancora meglio trovarlo scritto sui giornali! Se volete garantire ai vostri figli una buona salute, ricordate che le regole da seguire sono poche e semplici.

Via ravanellocurioso.wordpress.com

 

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.